Ci sono libri che raccontano un viaggio e poi ci sono libri che cambiano il modo in cui guardiamo il viaggio stesso.

“L’arte di viaggiare” di Alain de Botton non è una guida, non è un romanzo d’avventura e non è nemmeno un manuale motivazionale travestito da libro da aeroporto. È qualcosa di molto più curioso: una riflessione intelligente, ironica e sorprendentemente attuale sul perché sentiamo il bisogno di partire.

E sì, ogni tanto sembra leggere nella mente di chi organizza viaggi per lavoro… o di chi passa mesi a sognare una destinazione e poi, appena arrivato, litiga con la valigia.

De Botton osserva il viaggio con gli occhi della filosofia, ma senza risultare pesante. Anzi, una delle cose più belle del libro è proprio questa: riesce a parlare di desiderio, aspettative, fotografie, paesaggi e persino aeroporti con leggerezza, eleganza e molta autoironia.

Tra le pagine troverete artisti, scrittori, pittori, viaggiatori celebri e piccoli pensieri quotidiani in cui è facilissimo riconoscersi.

Per esempio:

“Il piacere che traiamo dai viaggi forse dipende più dalla mentalità con cui viaggiamo che dalla destinazione stessa.”

Oppure questa, meravigliosamente vera per chiunque abbia preparato una valigia con entusiasmo epico:

“Partiamo sperando di lasciare noi stessi a casa.”

E c’è una scena nel libro che mi è rimasta particolarmente impressa. De Botton arriva finalmente ai Caraibi: la spiaggia è identica al depliant, il mare perfetto, le palme immobili nella luce del mattino. Tutto sembra esattamente come aveva immaginato. Poi però si accorge di aver portato con sé anche il suo corpo: il mal di gola, i pensieri, le inquietudini.

“Il problema non era la destinazione, ma il fatto che avevamo portato noi stessi con noi.”

È una frase semplice, ma dentro c’è una verità che ogni viaggiatore, prima o poi, incontra.

Perché consigliamo questo libro nella nostra rubrica Leggere per Viaggiare? Perché parla del viaggio in modo diverso.

Non di “cosa vedere”, ma di come guardare.
Non di collezionare mete, ma di vivere davvero i luoghi.
E forse, in un’epoca in cui si corre da una foto all’altra, è proprio questo il lusso più grande.

È il libro perfetto da leggere:

  • prima di partire,
  • durante un volo lungo,
  • oppure al ritorno, quando si cerca di capire perché certi viaggi ci restano dentro e altri no.

Chi è Alain de Botton?

Alain de Botton è uno scrittore, saggista e divulgatore molto conosciuto per il suo modo unico di rendere la filosofia accessibile e concreta. Nato a Zurigo e cresciuto tra Svizzera e Inghilterra, ha scritto libri dedicati ai grandi temi della vita quotidiana: amore, felicità, lavoro, architettura, ansia, relazioni… e naturalmente viaggio.

Il suo stile è raffinato ma semplice, colto ma mai snob ed è probabilmente uno dei pochi autori capaci di farci riflettere profondamente mentre sorridiamo.

Se amate i viaggi non solo come spostamento, ma come esperienza emotiva e personale, questo libro potrebbe sorprendervi. E forse, dopo averlo letto, guarderete perfino la sala partenze con occhi diversi.

Noi di Isalei crediamo che ogni viaggio inizi molto prima della partenza.
A volte, inizia semplicemente da un libro giusto.

About the author

Nuccia Faccenda

Personal Travel Assistant
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