Fino a pochi giorni fa non sapevamo nemmeno cosa fossero le “vuvuzela” e adesso il loro ronzio zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz accompagna le nostre serate e sottolinea l‘emozione del Mondiale di Calcio in Sudafrica. Io mi ci sto abituando, dato che non mi perdo una partita e anche adesso mentre scrivo fanno da colonna sonora alla brutta figura della Francia col Messico. Le trombe colorate hanno avuto un successo strepitoso anche qui in Italia, vanno a ruba ed è stata realizzata un’applicazione iphone per riprodurne il suono, mah! Sembra che il nome sia onomatopeico ” vu-vu-vuuuuu”.
La vuvuzela ha suonato e l’emozione è iniziata, tutti seguiamo gli Azzurri in tivù passo passo e tra uno stadio e l’altro del grande Sudafrica. Li abbiamo visti sotto la pioggia di Cape Town e li vedremo tra poco al clima più mite di Nelspruit. Il Sudafrica si trova nell’emisfero australe e le stagioni sono invertite rispetto alle nostre, l’estensione del paese fa sì che ci siano zone climatiche molto diverse, i nostri giocatori dovranno adattarsi a sbalzi di temperatura.
I Mondiali stuzzicano la voglia di conoscere meglio il Sudafrica, un paese meraviglioso dalla natura prorompente e dalla storia complicata (a chi desidera saperne di più consiglio la lettura di Limes ” Sudafrica in nero e bianco” ). Prendendo spunto dalle immagini che la tivù ci propone possiamo pensare a organizzare un bel viaggio, magari tra ottobre e novembre, quando laggiù inizia l’estate.
Dal Capo di Buona Speranza e Città del Capo fino al nord di Joannesburg, da cui si parte per scoprire le Cascate Vittoria, il parco Kruger, tra foreste e altipiani.
Tifiamo forte per la nostra Nazionale, io e Samantha siamo appassionate e siete avvertiti: noi giovedì prossimo, la partita non ce la perdiamo!
Cito Lippi : “Non siamo qui per ricordare, siamo qui per vincere!”
E noi vogliamo festeggiare ancora!! Devo trovare una vuvuzela!!


