Aragosta alle Maldive

Eugenio e l'aragosta

Mi hanno chiesto: “Qual è la cosa più strana che hai mangiato in giro per il mondo?” Ho pensato un attimo e poi mi sono venuti in mente cibi strani per noi: tepesquintle o paca in Guatemala, il coccodrillo, il sago in Papua Nuova Giunea. Pesci strani e crudi, molluschi mai visti prima. Mi ricordo quei sapori ancora benissimo.

Assaggiare tutto è fondamentale per un viaggiatore, è parte integrante dell’esperienza di viaggio. A volte ci vuole coraggio è vero, odori e sapori estranei alle nostre abitudini ci lasciano perplessi, ma vale la pena sforzarsi un po’ per conoscere e capire, e dopotutto ognuno ha i suoi cibi tabù. Ho visto una volta un Masai a Zanzibar fuggire schifato perchè non sopportava la vista di due miei compagni vi viaggio che si gustavano la polpa cruda di un riccio di mare.

Per approfondire il tema cibo vi consiglio la lettura di Buono da Mangiare di Harris.

sago di papua

piadina di sago

Buono da mangiare o buono da pensare? Marvin Harris parte dalla domanda essenziale per comprendere il relativismo delle culture alimentari dei diversi paesi. In quanto onnivori, possiamo mangiare e digerire di tutto. Ma allora perché in alcune aree geografiche alcune cose vengono considerate un abominio culinario, mentre le medesime sono prelibatezze per i palati più fini in altre zone del mondo? Non tutto può essere spiegato in termini di “gusto”.

Pubblicato in Italia per la prima volta nel 1990, questo saggio antropologico si spinge ad analizzare i tabù alimentari, nel tentativo di spiegare in che modo la scelta di ciò che è buono sia fortemente condizionata da fattori economici, religiosi e ambientali.

Preferenze e avversioni in materia di cibo sono influenzate, secondo Harris, dal bilancio fra costi e benefici nella produzione dell’alimento stesso. Le cose definite “buone da mangiare” sarebbero quelle che, oltre a non fare male, sono facilmente disponibili e più vantaggiose in termini di rapporto fra calorie prodotte e calorie spese per ottenerle.

Harris Buono da mangiare

Buono da Mangiare

La sacralità della mucca nell’induismo, per esempio, è determinata da fattori storico-ambientali che si trasformano in precetti religiosi. Da un punto di vista alimentare, infatti, la mucca è un animale essenziale per l’economia della zona, essendo l’animale da tiro meno costoso e più efficace, in relazione alle condizioni socio-ambientali dell’India. In sostanza, la vacca sacra è un animale più utile come produttore di cibo (latticini e agricoltura) che non come alimento di per sé (carne).

Riflessioni su ogni tipo di cibo, dalla carne al latte, dai “pet” al cannibalismo, fino agli insetti. Tesi sostenute con una disinvoltura talvolta spiazzante (suggerisco ai più sensibili in materia di leggere il capitolo “Cosucce” solo a stomaco vuoto), con un linguaggio diretto ed immediato, ma sempre con grande serietà scientifica.

Marvin Harris (1927 – 2001) è stato per lungo tempo direttore del Dipartimento di Antropologia della Columbia University. Fra i maggiori sostenitori del materialismo culturale, ha approfondito gli aspetti legati alle relazioni fra cultura materiale e ambiente, concentrandosi soprattutto su aspetti demografici e produttivi.

E voi? Qual è la cosa più strana che avete assaggiato in giro per il mondo?.

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Nuccia Faccenda

Personal Travel Assistant
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2 Comments

  • Sono riuscita ad assaporare la carne di coccodrillo, barracundi e di canguro . . .
    Non assaggerei mai, e poi mai insetti e serpenti . . . anche se mi
    assicurassero che ha un sapore squisito.
    Ciao a tutti

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