Nashira è il nome di una stella della costellazione del Capricorno, Nashira significa la fortunata. Questa è la storia affascinante che mi ha raccontato Rosa, colei che fa funzioni di padrona di casa del Riad. Rosa è dolce garbata e gentile, proprio come l’atmosfera che si respira al Nashira.
Entrare nella medina di Marrakech è straordinario, il traffico disordinato si spinge fino ai vicoli stretti e colorati, e bisogna arrivare a piedi al riad, la casa che ci ospiterà. Ci vengono incontro con dei carrettini su cui sistemiamo le valigie e noi disciplinatissime li seguiamo fino alla magica porticina.
Una volta dentro, cambia tutto, c’è quiete, silenzio e poesia. I colori pastello dal bianco al grigio azzurro degli arredi, delle pareti, dei tendaggi, creano un’oasi rilassante e accogliente, appena fuori dalla porticina la vita fremente del souk. Proprio quel che ci vuole per ricaricasi di energia. La mia camera a piano terra era davvero bellissima, il letto a baldacchino con le tende bianche e leggere, mi ha fatto sognare.
Al Tclub Nashira si percepisce la cura nella scelta dei materiali preziosi, nel design che nel rispetto della tradizione ha creato un ambiente moderno e leggero.
La spa è il mio rimpianto, non ho avuto tempo per un bagno nella piscina calda e nemmeno per un trattamento rigenerante. Tra i vapori e le luci soffuse, con il profumo di zagare dappertutto, sarebbe stata una deliziosa ricompensa alla fatica delle camminate per visitare la città. In compenso ho fatto onore all’ottima cena marocchina e ho potuto apprezzare il panorama dalla terrazza, una meraviglia. La wifi funzionava benissimo dalla mia stanza e ne ho approfittato ampiamente.
Dal Nashira si può uscire tranquillamente a piedi, mettendo in conto che non sarà facile ritrovare la strada per tornare. Ma alla reception sono tutti lì per aiutarvi e ho trovato ottima l’idea del personal shopper, una persona che può accompagnarvi in giro per la città a fare acquisti e poi riaccompagnarvi a casa, perfetto. Ne approfitterò la prossima volta.

