San Pietroburgo

Hermitage, San Pietroburgo

Ne parlavo proprio ieri con la carissima Giuliana e come mi capita sempre, la descrizione di un luogo richiama la poesia di un libro che ho letto e che mi preme all’occasione consigliare a chi sta per partire. Ho pensato subito a “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij. Un romanzo breve dell’amatissimo scrittore russo che ho nel cuore. Parlavo proprio di San Pietroburgo.

San Pietroburgo è stupenda in ogni momento dell’anno. Ma è durante il breve periodo dell’incontro con le notti bianche che la città si manifesta nel suo massimo splendore. L’unicità e fascino delle notti bianche e le numerose manifestazioni che si concentrano in questo periodo sono validissimi motivi per visitare San Pietroburgo tra maggio e luglio.

Le cosiddette “notti bianche” non sono un fenomeno solo di San Pietroburgo, dal momento che caratterizzano tutte le località che si trovano ad una elevata latitudine, come le capitali scandinave. Solo a San Pietroburgo, però, hanno ricevuto l’onore di tante poetiche celebrazioni. Solo qui si crea quella stupenda commistione di luce solare notturna, bellezze architettoniche e amenità dei paesaggi che rendono così magico e suggestivo questo periodo dell’anno e hanno reso celebre San Pietroburgo nel mondo.

Il fenomeno delle notti bianche è dovuto alla particolare posizione geografica della città, situata sulla linea ideale del 60° parallelo nord. In questo periodo il sole scende al di sotto dell’orizzonte per non più di 9°, non facendo tuttavia mai mancare la sua luce crepuscolare. Le notti bianche a San Pietroburgo si manifestano da fine maggio fino all’inizio di luglio (circa 50 giorni in totale) vivendo la propria apoteosi il 21 giugno, allorchè il giorno dura quasi 18 ore, dalle 4:30 alle 22:00. San Pietroburgo è la sola metropoli al mondo in cui tale fenomeno si manifesta ogni estate.

Il romanzo è bellissimo e teneramente romantico:

Romanzo Dostoevskij

Le notti bianche

Un impiegato, un “sognatore”, narra le proprie vicende in prima persona a partire dall’incontro con una donna durante una delle sue passeggiate notturne per le vie di San Pietroburgo. Nasten’ka (questo il nome della donna) vive quella che appare come la fine di un amore disperato. Apre il suo cuore con l’impiegato in un dialogo che dura quattro notti, durante le quali gradualmente appare il sogno di una vita insieme per i due che, incontratisi casualmente, sembrano “riconoscersi”. Il sogno si spegne improvvisamente con il ritorno, nella vita della donna, del suo amante; e l’impiegato si ritrova nuovamente solo e “sognatore”.

Se pensate a un viaggio a San Pietroburgo non potete fare a meno di leggerlo. Una piccola citazione che si addice non solo all’amore, ma anche all’emozione di un viaggio:

« Un intero attimo di beatitudine! È forse poco, anche se resta il solo in tutta la vita di un uomo? »

(foto di Giorgio Montersino)

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Nuccia Faccenda

Personal Travel Assistant
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