breakfast

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Vorrei fare con voi una riflessione sullo spirito del viaggio.

Mi riferisco al viaggio di scoperta, quello sognato, progettato e costruito in base alle nostre risorse e al nostro tempo, per portarci a conoscere un mondo nuovo. Ci vuole spirito di avventura, curiosità, flessibilità e voglia di scoprire cose nuove.

Tutti i tasselli devono essere ben collocati e organizzati per ottimizzare il tempo che abbiamo a disposizione. Può accadere che in un viaggio itinerante, pur costruito con tutta la cura, si verifichi un imprevisto ed è importante per noi essere contattate per risolvere eventuali problemi. Se l’hotel non risponde alle aspettative, se si verifica un imprevisto, noi interveniamo. Siamo vere agenti in carne ed ossa e non solo un sito web 🙂  e  sapete che consideriamo il nostro appoggio H24 durante il viaggio altrettanto importante del lavoro prima del viaggio,

Ma ci è capitato di discutere con Luana che si trovava a Miami della prima colazione, prevista di tipo “continentale” e la cosa mi ha fatto riflettere. Può essere che nello spiegare l’itinerario, i trasferimenti, gli hotel prenotati, io stessa non mi sia soffermata abbastanza a illustrare la colazione in quell’hotel, che non era a buffet,  ma oltre ad agente di viaggi ( come tale mi prendo la responsabilità), sono anche una viaggiatrice e la diatriba sul muffin e il croissant non mi ha appassionata.

Ma ragazzi! Siete a Miami Beach!!! Uscite, mettete il nasino fuori e troverete Starbucks!! E locali, bar  e chioschi di ogni genere! Insomma costa di più raccontare del muffin al telefono che fare colazione in spiaggia!

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Miami

Possibile che si decida di perdere tempo prezioso per il viaggio, per stare a parlare con noi del caffè del mattino? Ripeto che è sacrosanto il diritto del viaggiatore ad avere i servizi che ha pagato, ma io mi riferisco allo spirito del viaggiatore!

La voglia che ti spinge a scoprire un paese nuovo, la curiosità di camminare per le vie, di osservare tutto, di assaggiare, di annusare.. dov’è finita?

Alcuni si trasformano in improbabili relatori per guide turistiche, esaminano ogni dettaglio con estremo spirito critico, rubinetti, tappetini, ma in viaggio gli hotel sono basi in cui riposare, rimettersi in ordine, non sono la “meta” . Almeno non lo dovrebbero essere in un itinerario pensato per le visite, con tante tappe e realizzato con un budget contenuto, il cui scopo è permettere di vedere più cose possibili. Per questo motivo a volte

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Miami beach

privilegiamo l’ubicazione degli hotel più che le stelle.

Meglio un 3 stelle in centro che un 5 in periferia, consapevoli che un 3 stelle non è un 5 stelle. Certo ci sono hotel fantastici che meritano di diventare meta di un viaggio, ma questo è un altro discorso.

Quindi è chiaro che i requisiti di confort minimi o previsti debbano essere rispettati, ma non fatevi intristire da una brioches o dal caffè americano! L’avventura vi aspetta.

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About the author

Nuccia Faccenda

Personal Travel Assistant
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